Avvocato Anais Tonel

Accolto il ricorso, espulsione evitata per l’ingegnere. La questura non gli aveva rinnovato il permesso di soggiorno

Il giovane aveva presentato in ritardo la richiesta di rinnovo per motivi di studio. Ci sono voluti una decina di mesi, ma ora il ricercatore può guardare al futuro con maggior serenità.

Per motivi personali, ma anche per cause indipendenti dalla propria volontà e legate all’organizzazione degli uffici, uno straniero laureato in ingegneria informatica, non aveva potuto rinnovare il permesso di soggiorno. 

Quando il giovane laureato, ha presentato domanda per regolarizzare i documenti per motivi di studio, nel gennaio scorso e dunque con un vistoso ritardo rispetto ai canonici 60 giorni, ha ricevuto risposta negativa: l’istanza era stata rigettata dalla questura di Trento, ma senza alcun contraddittorio, con la motivazione che “non sussistono i requisiti”.

Sono state quindi proposte due sospensive del Tar – prima presidenziale, poi del collegio – che hanno evitato l’espulsione. Dopo diversi mesi il Tribunale amministrativo ha accolto il ricorso, annullando il provvedimento e obbligando la questura a riesaminare la richiesta di rinnovo dei documenti. 

Nella sentenza il Tar condivide e riporta quanto indicato dalla Cassazione: “La spontanea presentazione della domanda di rinnovo del permesso di soggiorno oltre il termine di sessanta giorni dalla sua scadenza non consente l’espulsione automatica dello straniero (…), mentre il ritardo nella presentazione può costituirne solo indice rivelatore nel quadro di una valutazione complessiva della situazione in cui versa l’interessato”.

Era stato lo stesso ingegnere, assistito dall’avvocata Anais Tonel, ad evidenziare nel ricorso “il carattere ordinatorio e non perentorio” del termine previsto per la richiesta del rinnovo del titolo. La questura, da parte sua, aveva risposto sottolineando il “palese ritardo della presentazione dell’istanza di rinnovo che ne ha determinato l’irricevibilità”.

L’Adige, 21 ottobre 2022.